Un contenuto scorre via in due secondi. Un oggetto resta.
Il merchandising serve a questo: dare al brand una forma che le persone possono tenere, usare e portare in giro, e che continua a farsi vedere anche quando nessuno sta guardando un telefono.
Perché un oggetto fa conoscere il progetto a chi non ti segue: chi lo vede addosso a qualcun altro, chi lo trova a un evento, chi lo riceve dentro un pacco.
E perché rende il brand più riconoscibile: vedere la stessa identità su uno schermo e su una maglietta la fissa in memoria molto più di dieci post.
Capi, accessori, oggetti d'uso. Pochi e scelti bene: qualcosa che nessuno userebbe non fa un buon servizio al brand.
Stampati, allestimenti, gadget: tutto quello che accompagna una presenza fisica e la rende riconoscibile.
Biglietti, confezioni, materiali che arrivano insieme a un acquisto o a una spedizione.
Ogni applicazione parte dal sistema visivo esistente. Chi ti ha conosciuto online deve riconoscerti anche di persona.
Questo lavoro funziona se c'è già un sistema visivo da applicare: colori, tipografia, logo, un modo di stare insieme. Se non c'è ancora, cominciamo dall'brand identity.
Se invece il punto di partenza è un progetto specifico, un lancio o un evento, si comincia da visione e concept.
Un evento, un lancio, una prima collezione.
Da lì capiamo cosa vale la pena realizzare.