Il sito è l’unico spazio online che è davvero tuo. Non lo governa un algoritmo, non cambia le regole ogni sei mesi, non sparisce se un profilo viene bloccato. Vale la pena costruirlo bene.
Quando hai più di una cosa da raccontare: servizi diversi, un percorso, dei lavori da mostrare. Quando le persone ti cercano per nome e devono trovare qualcosa di solido.
Quando i social ti hanno fatto conoscere e ora serve un posto dove approfondire, senza limiti di caratteri e senza che il contenuto sparisca dopo due giorni.
Prima decidiamo cosa deve esserci e in che ordine. La struttura nasce da quello che le persone devono capire, non da quante pagine vogliamo riempire.
Il sito usa la stessa identità di tutto il resto: stessi colori, stessa tipografia, stesso tono. Se l’identità non c’è ancora, è da lì che partiamo.
La maggior parte delle persone ti guarderà dal telefono. Il sito è pensato lì, non adattato dopo.
Titoli, descrizioni, struttura dei contenuti e dati strutturati impostati bene, così Google capisce chi sei e cosa fai. Sono fondamenta, non promesse: nessuno può garantire una posizione.
Un sito serve quando hai più cose da dire e vuoi uno spazio che cresce nel tempo: puoi aggiungere servizi, sezioni, contenuti. Se invece hai un obiettivo solo, un lancio, un servizio, una campagna, probabilmente ti serve una landing page.
Trenta minuti per capire cosa ti serve davvero.
A volte è meno di quanto pensi.